11 luglio 2007

L'ADSL è tra noi

E finalmente, dopo una lunga attesa, anche Trinità da ieri mattina è coperta dalla linea ADSL!!!

09 luglio 2007

Il fiore all'occhiello della Gallura

"Approfitto di questo ben organizzato spazio virtuale creato da Gianpiero per raccontare una storia, uno spaccato di vita italiana, o per i più patriottici, di vita sarda, che mi ha interessato personalmente. Prima di tutto lo ringrazio per avermi dato la possibilità di esprimermi attraverso questo blog.

Per capire meglio quanto vi racconterò, vi fornisco qualche informazione utile.
In seguito a concorso bandito dalla Comunità Montana n°3 “Gallura”, sono risultata idonea a ricoprire il ruolo di Direttore del Porto di Isola Rossa. Ho avuto la possibilità di svolgere un’esperienza molto importante dal punto di vista professionale e personale, che non credevo di poter fare.
Questa storia ha come ambientazione il territorio gallurese occidentale, tra Tempio Pausania e Trinità d’Agultu e Vignola.

Tutto è iniziato il 1° giugno 2005, quando mi è stato detto che il Porto di Isola Rossa doveva diventare il fiore all’occhiello della Gallura. Ecco spiegato il titolo, prima di tutto. A due anni di distanza, ammetto che parole se ne usano tante, in modo più o meno giusto e adeguato, a seconda di quello che ispira il momento.
Premetto che, anche se si tratta di un piccolo porto turistico, in apparenza facile da gestire, visti i traffici marittimi limitati, inizialmente è risultata una bella impresa da affrontare. Soprattutto per chi il porto lo viveva da frequentatore-amatore.
Il porto in questione è stato costruito con soldi pubblici che, nonostante gli iniziali pareri contrari in merito alla sua realizzazione, ora è un realtà viva che ha creato un indotto notevole per il territorio circostante e tutte le attività connesse alla nautica.

In base alla comprensione del funzionamento di un sistema di gestione portuale, sono arrivata alla conclusione che, quando si prevede la fornitura di servizi ad utenti, questi servizi dovrebbero essere organizzati in modo da garantire quelli minimi e col tempo fornire dei servizi aggiuntivi per creare un rapporto di fiducia con l’utente e far crescere il prestigio della struttura. La garanzia di approdare in un porto sicuro dà avvio ad una reazione a catena che fa crescere esponenzialmente lo sviluppo del porto stesso, ma anche del territorio circostante. Il porto diventa un nodo logistico e di interscambio.

In due anni è stato possibile capire i meccanismi che interessano un porto.
Due anni potrebbero essere sufficienti per riuscire ad organizzare delle attività di mantenimento e miglioramento della struttura, in base allo stato iniziale.
Ma potrebbero non essere sufficienti se consideriamo alcuni aspetti, come: la comprensione delle caratteristiche e le esigenze che emergono nel porto stesso, la lentezza della macchina burocratica locale e italiana, l’abisso tra quello che si progetta di fare e quello che realmente si realizza.

E infine, un altro aspetto, forse il principale, che riveste un ruolo predominante nel nostro territorio, e cioè la politica. In particolare i progetti politici che, come ben si sa, variano a seconda della corrente predominante e degli interessi personali dei vari rappresentanti delle comunità locali o, come direbbe Beppe Grillo, dei nostri dipendenti. Eh già, forse dovremmo tenere ben presente che i politici che ci rappresentano sono i nostri dipendenti, che dovrebbero farsi carico delle esigenze e interessi delle persone che rappresentano e che gli pagano lo stipendio.
Detto questo, perché ho indicato due anni? Due anni era la durata del mio contratto a tempo determinato. Arriviamo ora al vivo del racconto.
Quasi a conclusione di questi due anni, è stato rifatto il bando di concorso. Questo bando si presentava diverso da quello che ho superato due anni fa, perché non mi permetteva la partecipazione………sono stati cambiati i requisiti di ammissione………

Forse ci sarebbe stata la possibilità di poter continuare a lavorare in porto, ma sono arrivata alla decisione di concludere così questa esperienza per una serie di motivazioni, giustificabili o meno. Decisione sofferta, ma credo necessaria per sottolineare il fatto che sarebbe meglio valutare le conseguenze delle decisioni che si prendono.
Credo sia giusto cambiare, anche perché l’esperienza lavorativa dei giorni nostri è diversa da quella dei nostri genitori. Avere la possibilità di cambiare permette nuovi stimoli e anche poter sfruttare al meglio le nostre capacità.
Però sarebbe giusto, quando possibile, cambiare dopo aver raggiunto dei risultati, dopo aver concluso un percorso, anche in riferimento ai pareri positivi ricevuti sull’operato.
Questo renderebbe continuativa un’attività che sta crescendo con potenzialità ancora inespresse.

Invece capita che poche persone decidano sul futuro altrui, senza minimamente valutare che conseguenze potrebbero avere queste decisioni, come detto precedentemente. E questo porta ai cambi che ha indicato Gianpiero nel post dell'8 giugno.
E non importa se si sconvolge una situazione che stava raggiungendo un equilibrio, anche se lentamente. Quello che conta sono gli interessi, in definitiva il denaro. “…il denaro che in questa età ha cancellato tutti i sentimenti e i doveri di un uomo.” (Giorgio Bocca)

Forse è una conclusione che va oltre, ma alla fine è tutto riconducibile al denaro, ai guadagni economici e personali. Quando si pensa che meccanismi tortuosi come questo avvengono in altri settori più importanti che coinvolgono molte più persone, e ne compromettono l’esistenza, allora cresce l’indignazione.

Questi due anni, comunque sia andata, sono stati molto importanti e intensi direi. Ho avuto la possibilità di fare un’esperienza molto formativa, un altro aspetto del vivere il mare. Ho avuto la possibilità di fare un lavoro che mi piaceva, nonostante il ruolo di grande responsabilità per me. Ho avuto modo di conoscere altri lati del comportamento umano. E inoltre, la possibilità e la fortuna di conoscere persone speciali, che mi hanno aiutato a superare i momenti critici e che hanno creduto in me.

A queste persone dico grazie, grazie di cuore.

Spero di non essermi dilungata troppo…e grazie per l’attenzione per chi è arrivato fino a qui!"

Stefania


08 luglio 2007

"Servono diecimila firme al giorno"

Il comitato per il referendum elettorale si sta dando molto da fare, il 14 luglio è prevista una notte bianca, e in molte città d'Italia ci saranno dei banchetti per la raccolta firme, che in questi ultimi giorni ha accelerato notevolmente. Si cercherà di raggiungere una quota di "sicurezza" di 570mila firme per andare sul sicuro (la quota minima è di 500mila), ma già questo fine settimana si prevede di arrivare a 450mila. Il tempo per la raccolta firme scade il 24 luglio.

Articolo su Repubblica di oggi
Per saperne di più

06 luglio 2007

Il punto della situazione

In un post che ho pubblicato sul blog nel mese di aprile, avevo parlato di buone nuove, riferendomi alla questione ADSL e alle assemblee pubbliche che sarebbero dovute iniziare nel mese di maggio.

Siamo a Luglio, facciamo un punto della situazione:

  1. Il nostro territorio non è ancora coperto dall'ADSL. In comune dicono che è colpa di telecom, che dipende tutto da loro. Telecom al 191 risponde che non è possibile stabilire una data certa. Tiscali prima chiama per telefono e manda email per prenotare l'ADSL che sta per arrivare, poi risponde che non si sa una data precisa entro la quale verrà attivato il servizio.
  2. Ad oggi non è stata fatta alcuna assemblea pubblica. In un primo momento si parlava di maggio, poi si sperava di riuscire a fare le assemblee entro giugno. Tuttavia, oggi quello delle assemblee pubbliche sembra un progetto sempre più evanescente, una promessa della campagna elettorale lasciata cadere nel dimenticatoio.
In fondo, per organizzare una serata con la popolazione basterebbe appendere dei manifesti con una data e un'ora, e parlare di quello che è stato fatto finora, oltre naturalmente ad essere disposti ad accettare critiche e consigli. Quali sono allora le difficoltà organizzative?

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