La prima serata di ieri, sulle reti Videolina e Sardegna 1, è stata dedicata al dibattito fra i politici candidati alle elezioni regionali del 15 e 16 febbraio. Il dibattito è iniziato su Videolina alle 21, in sala erano presenti Soru, Cappellacci, il candidato per i socialisti Balia, e gli indipendentisti Gavino Sale e Gianfranco Sollai (Unidade indipendentista). Il confronto è stato piuttosto quello fra Renato Soru (in quanto presidente uscente) e tutti gli altri candidati, ai quali Soru ha replicato sulle accuse di manchevolezza che gli sono state mosse. Ugo Cappellacci introduceva tutti i suoi discorsi con "vorrei parlare dei problemi del popolo sardo", anche quando gli si chiedeva di entrare nello specifico delle questioni, ed è stato più volte interrotto da Soru per chiarire alcune affermazioni, ad esempio quelle sulla questione dei disoccupati: da tempo, infatti, il centrodestra parla di 190.000 disoccupati in Sardegna, mentre le stime ufficiali dell'ISTAT ne segnalano 75.000. Cappellacci era in visibile disaccordo con il modo di Soru di replicare alle accuse, che ha attribuito allo "stile aggressivo" dell'ex presidente. E' utile ricordare, a questo punto, le affermazioni che l'attuale presidente del consiglio ha fatto in un'intervista a Studio Aperto, sul conto di Soru, definendolo un "fallito in tutto".
-> cit.Un dettaglio "personale": se la campagna elettorale del centrodestra è stata impostata sull'importanza del sorriso (la Sardegna torna a sorridere), dopo ieri sera è evidente che Cappellacci è in ogni caso la persona meno adatta a portare avanti un simile tipo di politica: mai vista una faccia tanto tesa e seriosa, di sorrisi nemmeno l'ombra.
C'è stato un momento in cui il candidato socialista Peppino Balìa è stato messo in forte difficoltà a causa della vaghezza delle sue affermazioni a proposito della tutela del paesaggio: ha accusato la giunta Soru, infatti, di aver predicato la "salvacoste" ma di aver fatto tutto il contrario, permettendo la costruzione a 300 metri dalla costa in più di un'occasione. All'incalzare delle domande di Soru, che chiedeva di argomentare con degli esempi pratici le sue accuse, Balia non ha fatto altro che ripetere quanto aveva detto poco prima in modo piuttosto vago.
Se è vero che la campagna elettorale ha fortemente privilegiato la popolarità dei candidati dei due partiti nazionali, a scapito della visibiltà dei socialisti e degli indipendentisti, una buona dose di responsabilità per la dispersione dei voti va anche alle scelte di questi ultimi, almeno per quanto riguarda il movimento di indipendentzia: alle domande dei giornalisti che chiedevano a Sale e Sollai i motivi della scissione, Sale ha giustificato tale scelta nell'ottica di un "pluralismo" del movimento indipendentista che tuttavia appare artificiale e insensato. Entrambi i candidati, durante tutta la trasmissione, non erano mai in disaccordo, e lo stesso Sollai ha ripetuto più volte che le sue idee e quelle di Gavino Sale coincidono su tutti i fronti. La scelta degli indipendentisti appare quindi ancora più misteriosa, e le spiegazioni sicuramente non convincenti.
Ben altro è successo su Sardegna 1. Alle 21.30 la rete avrebbe dovuto ospitare un confronto diretto tra Renato Soru e Ugo Cappellacci. Il programma di Videolina era stato infatti registrato precedentemente. A detta della conduttrice, le cose sono andate in questo modo: Soru si è presentato in orario alla convocazione per il dibatitto, e ha aspettato l'arrivo di Cappellacci, che infine ha deciso di non presentarsi. Soru ha deciso di non andare in onda per rispetto della par condicio, e il programma ha ospitato solo i dubbi dei rappresentanti dell'economia sarda che erano intervenuti per porre delle domande ai due candidati.
A parte la scelta, molto discutibile, di fare due programmi dello stesso tipo nello stesso giorno, alla stessa ora, dopo che per quasi due mesi tutti i sardi avevano aspettato di vedere un confronto del genere in tv, è stata una serata interessante.